Comune di Vigonza

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ITINERARIO VIGONZA MEDIOEVALE

chiostro PICCOLA

L'ex monastero di S.Margherita (nella foto)
Le fondamenta di antichi edifici e tombe, con strutture murarie di origine tardoromana, scoperte di fronte alla canonica fanno supporre che Vigonza fosse abitata prima ancora dell'avvento del Cristianesimo. I recenti lavori nel chiostro dell'ex monastero di S. Margherita, annesso alla canonica della parrocchia di Vigonza e recuperato dopo l'incendio che lo danneggiò alla fine degli anni Novanta, hanno comunque messo in luce soprattutto l'importanza del luogo in epoca medievale: per antichità e valore artistico può essere considerato l'elemento di maggiore rilievo storico e turistico del territorio.
In origine, l'attività religiosa della comunità di Santa Margherita ruotava attorno ad un monastero agostiniano, che assunse il titolo di «canonica» vescovile nel 1155 con diploma pontificio. Essendo S. Caterina d'Alessandria, con la ruota del martirio, la protettrice delle fanciulle in età da marito (oltre che di giudici, studenti e mugnai) e S. Margherita che calpesta il drago la protettrice delle partorienti, si può supporre che il monastero di Vigonza, che a loro è dedicato, avesse un'origine laica.
Di quello che era il monastero di S. Margherita si è conservata, ed è oggi ottimamente restaurata, gran parte del pregevole chiostro. Oltre ai preziosi archi e all'antico pozzo centrale, l'edificio è abbellito da una preziosa trifora gotica del '400, corrispondente alla sala del capitolo. Attiguo al chiostro si trova un edificio più tardo, oggi adibito a canonica. Quest'ultima fu riparata ai tempi del priore Ignazio degli Spongioli, attorno al 1474:?lo riferisce un'iscrizione sull'affresco delle sante Margherita e Caterina, oggi posto nel presbiterio della chiesa, e che in origine abbelliva la parete interna della sala del capitolo. Un'annotazione del 1572 giudica la canonica abbastanza comoda, vicina alla chiesa, dotata di un cortile circondato di portici a chiostro: indizio evidente che in passato essa era parte di un monastero. I locali al piano terra del chiostro ospitano oggi gli uffici parrocchiali. Al piano superiore, la sala del capitolo presenta il pavimento e le travi originali e, una volta realizzata una nuova scala di accesso, diventerà una sala incontri, mentre i locali attigui potrebbero ospitare un piccolo museo.

Il castello dei da Vigonza
A poca distanza dal chiostro medievale si trova Palazzo Barison,questa storica costruzione con ogni probabilità sorge sul sito dell'antico castello di Vigonza. Un'iscrizione sul portale d'ingresso segnala che il fortilizio sarebbe stato eretto con funzione difensiva al tempo delle invasioni degli Ungheri (sec.IX), secondo altri storici è probabile sia più tarda (sec.XI). Fu incendiato dai Carraresi nel 1319.
Fortunatamente rimangono ancora visibili i resti che appartenevano all'antico castello: vi è una parte della torre con il muro che la collegava alla villa e un'imposta di volta sul lato opposto.

Il castello dei da Peraga
L'edificio più celebre di Peraga è il Castello dei Da Peraga, che occupa il luogo dove un tempo sorgeva la fortezza della potente casata che prende nome alla località e che, per importanza, fu per un periodo anche la seconda famiglia del padovano. Per comprendere l'estensione di questo piccolo potentato, che tanto ostacolò l'avanzata del medievale comune di Padova verso nord-est, basti ricordare che nel 1278 la «domina» Bolzonella da Peraga era feudataria, oltre che di Peraga, dei paesi di Perarolo, Fiesso, Murelle, Cadoneghe e possedeva ricche proprietà a Caselle, Pionca, Stra, Sambruson e Mirano. Dalla nobile casata nacquero personaggi illustri: il più celebre fu Bonaventura (1332 - 1388), cardinale e teologo agostiniano.
Le prime testimonianze sul castello si trovano in uno scritto del 1258, ma si può facilmente supporre che la costruzione sia antecedente. Era definito un «piccolo fortilizio» (si deve considerare che i castelli dell'Italia settentrionale non superavano, fino alla metà del sec. XI, la superficie di un ettaro), nato forse per proteggere gli abitanti e i loro averi. Era dotato di steccato e di terrapieno ed era circondato da un fossato. Fu cinto in seguito anche da muratura, come dimostrava la torre, ancora esistente nel 1680. Il castello fu quasi del tutto distrutto da un incendio nel 1319 a opera di Jacopo da Carrara e poi ricostruito.
Nei tempi del dominio veneziano il castello perse il carattere di fortezza e, come molti altri manieri, fu trasformato in palazzo, ovvero dimora abituale di villeggiatura di famiglie signorili, come i veneziani Michelis. Subì numerosi rimaneggiamenti e passaggi di proprietà:?nel corso dell'Ottocento fu aggiunta l'ala ovest e venne scavata una canaletta di gusto romantico, poi interrata. Gli annessi rustici si compongono di un corpo a «L» con volumi di differente modalità costruttiva e utilizzo originario. Un secondo edificio è posto nel parco. I primi presentano un porticato a fornici a pieno sesto e, a seguire, volumi chiusi a varia altezza; i secondi, fienili e granai, restaurati, con pilastri che sorreggono le coperture su travature lignee. D'epoca non coeva è l'edificio che ospitava le cantine.
Nel secolo scorso l'ex castello era conosciuto con il nome degli ultimi possidenti, per cui era detto 'villa Bettanini'. L'intera struttura, con il parco circostante, fu acquistata dal Comune nel 1985: oggi è sede degli uffici comunali dei settori Cultura, Sport e Servizi sociali. Un annesso della villa, ristrutturato, ospita dal 2008 la Biblioteca civica.
Nello splendido parco del castello, oggi giardino aperto al pubblico, tra prati e ombrose zone alberate, un sentiero costeggia un laghetto, attraversa un canale di scolo e conduce a un secondo ingresso, presso gli impianti sportivi, dove si trova un ampio parcheggio. Una moderna barchessa è oggi il centro di numerose manifestazioni che si svolgono tra il parco e il castello, come la Festa di Primavera, la Festa medievale di "Petracha", la premiazione del Premio letterario "Vigonza".

(tratto da: V. Lazzaro - E. Cenghiaro - M. Benetti, Girovagando Vigonza, Comune di Vigonza 2009)

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