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LA CITTA' UTOPICA Mostra 8 aprile - 1 maggio 2017 - Archivio Quirino De Giorgio

Icona La città utopica small Ultimi giorni di apertura per visitare al mostra:
- Sabato 29 Aprile, dalle ore 16.00 alle ore 19.00
- Domenica 30 Aprile, dalle ore 9.00 alle ore 12.00
- Lunedì 1 Maggio, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00

LA CITTÀ UTOPICA

Dalla metropoli futurista all'EUR 42 (1911-1941)

 Dopo Rovereto "La Città Utopica" fa tappa a Vigonza, ospitata nel Borgo rurale progettato da Quirino De Giorgio recentemente recuperato al pieno splendore.

La parola utopia deriva dal greco ou "non" e tòpos "luogo" e significa "non- luogo". Il termine coniato da Tommaso Moro nel 1516, porta con sé un doppio significato, dovuto all'identica pronuncia in inglese di utopia e eutopia, che significa "buon luogo".

L'utopia diventa il bel luogo ma inesistente o inaccessibile che si pone come modello astratto, o viceversa un modello che abbia la capacità di orientare forme di rinnovamento sociale. Molti architetti si sono cimentati con il concetto di utopia nella prima parte del secolo scorso.

La mostra presenta alcuni lavori esemplari in questo senso: disegni, progetti e documenti provenienti dall' Archivio Quirino De Giorgio di Vigonza,  dalle collezioni del Mart, dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. Sono disegni di artisti e architetti che hanno rappresentato il tema della città come luogo privilegiato della modernità, del futuro, della velocità e del movimento. Tullio Crali e Quirino De Giorgio sviluppano tematiche futuriste grazie a tavole scenotecniche con punti di vista plurimi suggeriti dal manifesto dell'aeropittura:  rielaborano i temi santeliani delle stazioni, delle case piramidali, del grattacielo e dell'attenzione al trasporto aereo. Le loro progettazioni, che attraversano l'architettura tra le due guerre, moltiplicano intuizioni futuriste come la caducità e la transitorietà dell'architettura, del mondo come città collegata dalle comunicazioni aeree, della casa mobile, dei veicoli aerodinamici, del dominio su cielo, terra e mare. Il paesaggio urbano da statico diventa mobile, cresce contemporaneamente alla nuova ideologia della macchina, ma se la metropoli immaginata da Antonio Sant'Elia è un sogno solo progettuale, Angiolo Mazzoni e Adalberto Libera- due pilastri della progettazione architettonica razionalista-  cercano di renderlo possibile. Entrambi infatti si sono cimentati con programmi utopici, il primo con alcuni edifici presenti nelle città nuove dell'Agro Pontino e il secondo nella grande realizzazione dell'EUR 42, per l'Esposizione Universale.

 Nicoletta Boschiero









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